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	<title>Racconti Archivi - La Bottega di Emì</title>
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	<title>Racconti Archivi - La Bottega di Emì</title>
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		<title>Viaggiare con cuore e stile: come scegliere i ricordi che raccontano la tua storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:50:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><meta name="description" content="Scopri come scegliere ricordi di viaggio significativi: oggetti artigianali, sostenibili e di qualità che raccontano la tua storia. Quali Paesi desideri visitare? Acquista ora su labottegadiemy.com/shop."></p>
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<blockquote>
<p>Quali Paesi desideri visitare?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>Ogni viaggio è una raccolta di momenti — odori, sapori, suoni e piccoli oggetti che, al rientro, diventano i tasselli di una memoria vivida. Scegliere un ricordo non significa solo comprare un souvenir: è selezionare qualcosa che possa raccontare, ogni volta che lo guardi, dove sei stato e cosa hai provato. Per questo motivo è importante puntare su oggetti di qualità, realizzati con cura, che possano durare nel tempo e restituire l’emozione del viaggio.</p>



<p><br />Preferisci prodotti sostenibili e artigianali o accessori pratici e di design? I mercatini locali spesso offrono pezzi unici (tessuti fatti a mano, ceramiche lavorate, gioielli con motivi tradizionali) che portano con sé la storia del luogo. Se ami portare a casa sapori, scegli prodotti alimentari tipici con confezioni sicure e certificate. Per chi viaggia leggero, piccoli oggetti come portachiavi speciali, spille o taccuini rilegati a mano possono fare la differenza.</p>



<p><br />Un buon ricordo deve essere anche funzionale: pensa a cosa userai davvero nella vita quotidiana. Una borsa realizzata da un artigiano locale può accompagnarti nelle uscite quotidiane e raccontare ogni giorno il tuo viaggio; una boccetta di profumo locale può riportare immediatamente alle atmosfere di un paese lontano. Valuta anche l’origine dei materiali e le tecniche di produzione: scegliere prodotti etici significa sostenere le comunità locali e ridurre l’impatto ambientale del turismo.<br />Infine, lascia spazio alla scoperta spontanea. I posti migliori per trovare oggetti significativi non sono sempre i negozi turistici principali, ma le botteghe nascoste, gli studi di artisti e i piccoli laboratori. Parlare con chi ha creato l’oggetto aggiunge valore al ricordo e ti permette di portare a casa qualcosa con una storia vera.<br />Vuoi un pezzo artigianale che racconti il prossimo capitolo dei tuoi viaggi? Scopri la selezione pensata per chi ama viaggiare con eleganza e responsabilità: visita il negozio e scegli il prodotto che parlerà di te.</p>



<p><br />Scopri ora e acquista il tuo ricordo su <a href="https://www.labottegadiemy.com/shop">https://www.labottegadiemy.com/shop</a></p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Occhio di Santa Lucia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2021 10:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magie della Natura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;occhio di Santa Lucia, all&#8217;estero chiamato Occhio di Shiva, è comunemente considerata una pietra ed è molto utilizzata e ricercata nella produzione di gioielli. In realtà l&#8217;occhio di Santa Lucia non è una vera e propria pietra, ma un guscio di una particolare lumaca di mare, la &#8220;bolma rugosa&#8221;. Tale guscio è detto &#8221;conchiglia di Shiva&#8221; e si trova principalmente nel tratto di mare compreso tra Australia ed Indonesia. Tale guscio ha la forma di un disco con al centro un elemento dalla forma simile ad un occhio. L&#8217;utilizzo di questa &#8221;pietra&#8221; per la realizzazione dei gioielli è diventato popolare durante l&#8217;epoca Vittoriana e da quel momento la tradizione è continuata fino ai giorni nostri.</p>
<p><strong><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1726 alignright" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/santa-lucia-MONI2719.jpg?resize=332%2C400" alt="" width="332" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/santa-lucia-MONI2719.jpg?resize=332%2C400&amp;ssl=1 332w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/santa-lucia-MONI2719.jpg?resize=300%2C361&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/santa-lucia-MONI2719.jpg?w=592&amp;ssl=1 592w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" />Le proprietà dell&#8217;Occhio di Santa Lucia</strong></p>
<p>Le prorpietà di questa pietra sono molteplici. Prima di tutto si fa riferimento al suo nome al di fuori dell&#8217;Italia, cioè Occhio di Shiva. Shiva è una divinità e questa pietra, nella tradizione, rappresenterebbe il suo terzo occhio. In quanto terzo occhio ha la proprietà, se portiamo la pietra con noi, di darci una migliore &#8221;visione mentale&#8221; delle cose, cioè aumenta la nostra capacità di intuizione e di comprensione degli eventi della nostra vita nel loro complesso. Inoltre se utilizzata nella meditazione questa pietra aumenta la nostra capacità di vedere meglio dentro noi stessi per una maggiore introspezione. Infine questa pietra, sempre secondo la tradizione, grazie al &#8221;terzo occhio di Shiva&#8221; ha una funzione di protezione assicurata proprio da Shiva stesso.</p>
<p>In Italia l&#8217;occhio al centro di questa pietra richiama invece la tradizione di Santa Lucia che, nel cristianesimo, è la santa protrettrice degli occhi, degli oculisti, dei ciechi e in generale di tutti coloro che soffrono di problemi alla vista.</p>
<p>La tradizione italiana di questa pietra nasce a Siracusa, in sicilia. Qui, una nobile ragazza dal nome di Lucia dopo varie preghiere alla Vergine Maria affinchè guarisse la malattia incurabile della madre, ottenne una miracolosa guarigione. A seguito di quest&#8217;evento, la ragazza si dedicò al culto e alla devozione verso Maria e si strappò gli occhi gettandoli in mare per evitare di essere deviata dalla sua fede. Totalmente dedicata alla preghierà Lucia iniziò a fare miracoli e, in risposta a questa devozione, la Beata Vergine le restituì la vista donandole gli occhi più belli e luminosi che mai si fossero visti. In italia l&#8217;occhio di Santa Lucia viene comunemente indossato come protezione dal malocchio.</p>
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		<title>Una fiaba di Andersen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 12:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Leggete ai vostri bambini la fiaba di Hans Christian Andersen, riadattata a lieto fine, Il baule volante! Volerete insieme, con la fantasia, in un paese lontano lontano dove, il giovane Ilba, trova la sua fortuna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggete ai vostri bambini la fiaba di Hans Christian Andersen, riadattata a lieto fine, Il baule volante! Volerete insieme, con la fantasia, in un paese lontano<span class="text_exposed_show"> lontano dove, il giovane Ilba, trova la sua fortuna.</span></strong></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>C’era una volta, in un lontano paese, un ricco mercante che lavorando e risparmiando durante tutta la sua vita aveva accumulato una straordinaria fortuna.<br />
Il povero mercante però, non riuscì a vivere la sua vecchiaia in agiatezza, morì infatti prematuramente e tutte le sue ricchezze andarono in eredità a suo figlio llba.<br />
Il giovane, non avendo mai lavorato un sol giorno in tutta la sua vita non si rese conto della fortuna che il destino gli aveva assegnato, ed in poco tempo sperperò tutte le sue ricchezze tanto da finire in miseria.<br />
Finiti i soldi anche tutti gli amici se ne andarono dimenticando tutti i banchetti, i regali e l’allegria che Ilba gli aveva donato. Rimase così, solo, povero e senza arte ne parte.<br />
A pensarci bene… c’era una cosa che Ilba sapeva fare come nessun altro… Raccontare delle fiabe.<br />
Un giorno mentre bighellonava per la città incontrò uno strano signore seduto su un bellissimo baule lo guardo e gli disse:<br />
“Signore che bellissimo baule avete”<br />
”Grazie caro giovane, siete la prima persona che mi rivolge la parola da quando sono arrivato in città. E’ tanto tempo che sono in viaggio da solo. Se mi farete compagnia vi offrirò un po’ di cibo”.<br />
Il giovane che non mangiava da giorni, accettò l’invito ed iniziò a raccontare delle storie fantastiche per fargli passare qualche ora in allegria.<a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignright wp-image-809 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo-253x400.jpg?resize=253%2C400&#038;ssl=1" alt="" width="253" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=253%2C400&amp;ssl=1 253w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=300%2C474&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=114%2C180&amp;ssl=1 114w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=190%2C300&amp;ssl=1 190w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?w=380&amp;ssl=1 380w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a><br />
”Mio caro Ilba le tue storie mi hanno proprio divertito, un giorno te ne sarò riconoscente.<br />
Ilba si dimenticò presto di quell’episodio, aveva ben altri problemi per la testa, anzi nello stomaco.<br />
Un giorno sentì bussare con forza alla porta della sua umilissima dimora.<br />
“Chi mai può essere, ormai mi hanno abbandonato tutti?” domandò incuriosito il giovane …<br />
“Strano mi era parso che qualcuno avesse bussato, ma qui non c’è nessuno” ma volgendo lo sguardo verso il basso disse sorpreso…<br />
“Oh, il bellissimo baule dello straniero… che ci fa qui e lui dov’è?<br />
Che strano, come ha fatto a portare fino a quassù questo baule così pesante senza fare il minimo rumore? Beh, già che è qui apriamolo chissà che cosa ci sarà al suo interno”.<br />
Immaginatevi lo stupore e anche la tristezza nel vedere che il baule era vuoto.<br />
“Sono proprio sfortunato, tutti mi hanno abbandonato, non ho più nulla e l’unico regalo che mi fanno è un baule vuoto… almeno potevano metterci dentro un po’ di cibo… ho una fame che non ci vedo”.<br />
Sconsolato si guardò attorno e visto che non possedeva più neanche un letto dove sdraiarsi si sedette dentro il baule. Si era da poco appisolato quando sentì improvvisamente un tremore, piccole scosse facevano tremare il baule e uno strano soffio si sentiva sibilare. Il giovane stava per alzarsi in piedi quando capì quello che stava succedendo e fece appena in tempo a ritrarsi.<br />
“Aiuto, aiuto, il baule sta volando.”</p>
<p>Si trattava di un baule magico. Ilba tornò felice pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare con un così straordinario oggetto. Nel frattempo il baule continuava il suo viaggio e Ilba, un po’ preoccupato, chiese al baule:<br />
“Amico, dove mi stai portando?”<br />
Sporgendosi dal baule vide sotto di sé una bizzarra città con le casette bianche come il gesso, cupole luccicanti e strani pennacchi in cima ai tetti … erano giunti in Turchia.<br />
Appena toccò terra nascose il baule in un boschetto ed affascinato si recò a visitare la città. Era veramente bellissima. Ad un tratto vide un palazzo, il più bel palazzo che avesse mai visto. Ad una donna di passaggio domandò:<br />
“Scusate buona donna, ma chi abita in quel palazzo? E in quella torre così alta?”<br />
“In quel palazzo vive il Sultano e nella torre è rinchiusa la nostra bellissima principessa, la costringono a vivere sola, per colpa di una maga che le ha predetto il futuro.”<br />
“Di che profezia si tratta?”<br />
“Da piccina le fu predetto che un fidanzato scellerato l’avrebbe abbandonata nel giorno delle nozze e, per evitare la disgrazia, i genitori la tengono rinchiusa nella torre.”<br />
“La dovrò salvare” pensò Ilba fra sé e sé, “per me, che possiedo un baule magico, sarà uno scherzo arrivare fino a quella finestrella lassù e raggiungere la principessa.”<br />
Raggiunse il suo baule e in men che non si dica arrivò in cima alla torre. Cautamente si avvicinò alla finestra…<br />
“Quale prodigio!” esclamò la principessa sbalordita, “solo un essere magico potrebbe compiere un simile miracolo, giungere sino a me volando.”<br />
Ilba che tendeva sempre ad esagerare, rispose: “Non sono mica un giovane qualunque, io sono il dio dei Turchi”.</p>
<p>Con i suoi racconti non gli fu difficile conquistare anche i genitori della giovane.<br />
Finalmente il sogno di Ilba, diventare onesto e rispettato, si stava per avverare.<br />
Mentre a palazzo si facevano i preparativi per le nozze, Ilba, come al solito, decise di strafare: voleva colpire tutti nuovamente. A sera riempì il baule con fuochi d’artificio, girandole e razzi luminosi per spararli sopra la città… Che spettacolo mai visto! I turchi tutti con il naso per aria, ammiravano le luci colorate che si accendevano e si spegnevano nel buio della notte. Tutti pensarono che il dio dei Turchi fosse capace di portentose magie.<br />
Ancora una volta Ilba commise una sciocchezza, un grosso razzo esplose all’interno del baule facendolo saltare in aria.<br />
Ora non aveva più nulla, e non poteva più presentarsi al palazzo.<br />
Pensate, non aveva più neppure le scarpe ai piedi.<br />
Pieno di vergogna fuggì, la profezia della maga si era avverata, la principessa era stata abbandonata prima delle nozze.<br />
“Che tristezza, il mio promesso è scomparso, sono di nuovo sola .. cari genitori aiutatemi”.<br />
Questa volta Ilba fu veramente fortunato. I sovrani si erano talmente affezionati al giovane che ordinarono alle guardie di trovarlo e condurlo a palazzo, così fecero.. ed Ilba fu costretto a raccontare la sua storia.<br />
“Ilba… non è facile ammettere i propri errori. Tu sei un buon giovane pieno di iniziative, hai la stoffa del sovrano, il popolo ti adora… potrai sposare nostra figlia”.<br />
Così da quel giorno vissero tutti insieme a palazzo allietati dalle fantastiche storie di Ilba.</p>
</div>
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		<title>FIORE DE NOCCHIE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 16:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche e Fiabe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Laura Ammannato Il materiale raccolto ed utilizzato per la realizzazione di questo volume è il frutto di un lavoro di ricerca “sul campo” che ho condotto in un ambito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labottegadiemy.com/fiore-de-nocchie/">FIORE DE NOCCHIE</a> proviene da <a href="https://www.labottegadiemy.com">La Bottega di Emì</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Laura Ammannato</em></p>
<figure id="attachment_3018" aria-describedby="caption-attachment-3018" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/ "><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-3018 size-thumbnail" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie-280x280.jpg?resize=280%2C280&#038;ssl=1" alt="Cd mp3 Fiore de Nocchie" width="280" height="280" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=280%2C280&amp;ssl=1 280w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=400%2C400&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=800%2C800&amp;ssl=1 800w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=600%2C600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=100%2C100&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?w=1417&amp;ssl=1 1417w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3018" class="wp-caption-text">Cd mp3 Fiore de Nocchie</figcaption></figure>
<p>Il materiale raccolto ed utilizzato per la realizzazione di <a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/">questo volume</a> è il frutto di un lavoro<br />
di ricerca “sul campo” che ho condotto in un ambito territoriale abbastanza circoscritto,<br />
comprendente cinque comuni situati nell’area meridionale della Tuscia viterbese.</p>
<p>Essendo naturalmente nuova a questo tipo di esperienza, ho trovato un importante<br />
punto di riferimento nell’unico lavoro etnomusicologico svolto nella provincia: la raccolta realizzata<br />
dal Centro di Catalogazione dei Beni Culturali (CCBC) dell’Amministrazione provinciale<br />
di Viterbo [1]. L’indagine, svolta negli anni 1980-81 nei comuni di Soriano nel Cimino<br />
e Vasanello, aveva dato luogo a tre volumi, tutt’ora inediti, intitolati “A voce sola”.</p>
<p>Se quest’ultima può considerarsi un’indagine “a tappeto”, lo stesso non può dirsi per<br />
la mia. Tuttavia la quantità di canti che ho documentato risponde positivamente a quello che<br />
era il mio dubbio iniziale circa l’esistenza o, meglio, la persistenza, nella mia terra d’origine,<br />
di repertori di tradizione orale.</p>
<p>Gli obiettivi principali della ricerca sono: constatare quanto il repertorio orale sia ancora<br />
presente nella memoria delle persone appartenenti alla società popolare contadina dell’area<br />
cimina; verificare la progressiva scomparsa (accertata già nel precedente studio, per<br />
questo intitolato <em>A voce sola</em>) di stili esecutivi polivocali nello stesso repertorio.</p>
<figure id="attachment_3017" aria-describedby="caption-attachment-3017" style="width: 304px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/%20"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-3017 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-304x400.jpg?resize=304%2C400&#038;ssl=1" alt="Fiore de Nocchie, di Laura Ammannato; Hermes Edizioni" width="304" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=304%2C400&amp;ssl=1 304w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=608%2C800&amp;ssl=1 608w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=768%2C1010&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=1168%2C1536&amp;ssl=1 1168w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=1557%2C2048&amp;ssl=1 1557w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=300%2C394&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=600%2C789&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?w=1947&amp;ssl=1 1947w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3017" class="wp-caption-text">Fiore de Nocchie, di Laura Ammannato; Hermes Edizioni</figcaption></figure>
<p>L’originario carattere polivocale si può intuire facilmente dall’analisi delle linee melodiche<br />
dei canti monodici raccolti, che spesso fanno pensare alla prima o alla seconda voce<br />
di un canto “a due”. La perdita di certi stili esecutivi è dovuta a processi di disgregazione e<br />
di trasformazione che, in atto nella comunicazione folclorica, incidono più fortemente nella<br />
complessa espressione polivocale [2]. Questa, infatti, necessita sempre di determinate occasioni<br />
di incontro, lavorative o festive, senza le quali si compromette la continuità di certe<br />
prassi.</p>
<p>La metodologia utilizzata mi ha condotto a registrare i canti nelle stesse abitazioni<br />
delle “esecutrici” (tutte donne residenti nei luoghi oggetto di ricerca, di età compresa tra i<br />
60 e i 90 anni; con la sola eccezione della signora Adelmira Creta, quarantottenne, con<br />
una scolarità che non supera mai la quinta elementare) e in presenza di almeno tre o quattro<br />
persone.</p>
<p><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/">I documenti sonori</a> raccolti sono ovviamente decontestualizzati e pertanto privi di<br />
quello spirito e di quella vocalità che sono peculiari dell’esecuzione musicale contadina. I<br />
grandi spazi aperti in cui solitamente i canti di lavoro venivano eseguiti richiedevano, infatti,<br />
che gli stessi fossero gridati, ascoltati a distanza e ripresi a mo’ di botta e risposta [3].<br />
<span id="more-1"></span></p>
<h5><em>1. CCBC (Centro di Catalogazione dei Beni Culturali) “A voce sola”. Canti di tradizione orale di Vasanello e Soriano nel Cimino, a cura di Piero G. Arcangeli, Mario Imbastoni, Luisa Mattioli – Amministrazione Provinciale di VT, inedito.</em><br />
<em>2. Ignazio Macchiarella. “La polivocalità di tradizione orale in Italia” in “Canti e musiche popolari. Le tradizioni popolari in Italia”. Electa, Milano 1990, p. 9.</em><br />
<em>3. Laura Ammannato “Canti femminili della tradizione orale nell’Area Cimina”. Un’indagine etnomusicologica nella Tuscia meridionale: comuni di Vignanello, Vallerano, Vasanello, Canepina e Carbognano, in provincia di Viterbo. Tesi di laurea in D.A.M.S. musica, relatore Prof. Roberto Leydi, Università degli studi di Bologna, A.A. 1997-98.</em></h5>
<p>L'articolo <a href="https://www.labottegadiemy.com/fiore-de-nocchie/">FIORE DE NOCCHIE</a> proviene da <a href="https://www.labottegadiemy.com">La Bottega di Emì</a>.</p>
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		<title>Il gufo e la leggenda</title>
		<link>https://www.labottegadiemy.com/leggenda-gufi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 16:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche e Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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		<category><![CDATA[leggende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gufo: da sempre il figlio della notte per eccellenza in quasi tutte le culture antiche stato considerato una creatura magica.<br />
Da sempre simbolo di chiaroveggenza, profezia e saggezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labottegadiemy.com/leggenda-gufi/">Il gufo e la leggenda</a> proviene da <a href="https://www.labottegadiemy.com">La Bottega di Emì</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql oi732d6d ik7dh3pa ht8s03o8 a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id" dir="auto">Da sempre il figlio della notte per eccellenza in quasi tutte le culture antiche stato considerato una creatura magica.<br />
Da sempre simbolo di chiaroveggenza, profezia e saggezza.</p>
<p>Nell&#8217;antica Cina vennero indetti i giorni del gufo che secondo tradizione erano i giorni migliori per forgiare specchi magici e spade invicinbili.</p>
<p>Gli aborigeni dell&#8217;australia meridionale invece proteggeva e veneravano i gufi in quanto rappresentavo lo spirito femminile.</p>
<p>Secondo i Maya il gufo era il protettore degli uomini e il messaggero dei defunti.</p>
<p>I tartari forse erano invece i più grandi fedeli delle leggende sui gufi tanto da ritenerli animali sacri e difatti era riportato su tutti i vessilli dei re.<br />
Una leggenda tartara racconta che Gengis Khan durante una spedizione rischiò di venire sconfitto in un imboscata ma che un gufo lo avvisò per tempo facendo so che lui riuscisse a nascondersi in un bosco e a sopravvivere.</p>
<p></span></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?ssl=1"><img decoding="async" width="328" height="400" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?fit=328%2C400&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?w=683&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?resize=328%2C400&amp;ssl=1 328w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?resize=656%2C800&amp;ssl=1 656w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?resize=300%2C366&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo.jpg?resize=600%2C732&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 328px) 100vw, 328px" /></a><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?ssl=1"><img decoding="async" width="533" height="400" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?fit=533%2C400&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?resize=533%2C400&amp;ssl=1 533w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-2.jpg?resize=600%2C450&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?ssl=1"><img decoding="async" width="533" height="400" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?fit=533%2C400&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?resize=533%2C400&amp;ssl=1 533w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-3.jpg?resize=600%2C450&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a></p>
<p><span class="d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql oi732d6d ik7dh3pa ht8s03o8 a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id" dir="auto"><strong>Nel XVII Secolo una filastrocca recitava:</strong></p>
<p><em>&#8220;Gufo, gufo della notte scura,</em></p>
<p><em>che porti via fame e paura.</em></p>
<p><em>Veglia di notte su tutte le genti,</em></p>
<p><em>vecchi, bimbi ed anche su gli armenti.</em></p>
<p><em>Con il tuo canto che può far paura,</em></p>
<p><em>tieni lontano la iettatura.</em></p>
<p><em>Fate, gnomi e fastidiosi folletti,</em></p>
<p><em>non potranno più farci dispetti.</em></p>
<p><em>Se la buona sorte volete avere</em></p>
<p><em>sempre con voi lo dovete tenere.&#8221;</em></p>
<p>Ecco perchè la presenza di uno o più gufi in casa, recherà ottimi auspici di buona salute e buona fortuna.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labottegadiemy.com/leggenda-gufi/">Il gufo e la leggenda</a> proviene da <a href="https://www.labottegadiemy.com">La Bottega di Emì</a>.</p>
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