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	<title>Filastrocche e Fiabe Archivi - La Bottega di Emì</title>
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	<title>Filastrocche e Fiabe Archivi - La Bottega di Emì</title>
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		<title>Una fiaba di Andersen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 12:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche e Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggete ai vostri bambini la fiaba di Hans Christian Andersen, riadattata a lieto fine, Il baule volante! Volerete insieme, con la fantasia, in un paese lontano lontano dove, il giovane Ilba, trova la sua fortuna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggete ai vostri bambini la fiaba di Hans Christian Andersen, riadattata a lieto fine, Il baule volante! Volerete insieme, con la fantasia, in un paese lontano<span class="text_exposed_show"> lontano dove, il giovane Ilba, trova la sua fortuna.</span></strong></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>C’era una volta, in un lontano paese, un ricco mercante che lavorando e risparmiando durante tutta la sua vita aveva accumulato una straordinaria fortuna.<br />
Il povero mercante però, non riuscì a vivere la sua vecchiaia in agiatezza, morì infatti prematuramente e tutte le sue ricchezze andarono in eredità a suo figlio llba.<br />
Il giovane, non avendo mai lavorato un sol giorno in tutta la sua vita non si rese conto della fortuna che il destino gli aveva assegnato, ed in poco tempo sperperò tutte le sue ricchezze tanto da finire in miseria.<br />
Finiti i soldi anche tutti gli amici se ne andarono dimenticando tutti i banchetti, i regali e l’allegria che Ilba gli aveva donato. Rimase così, solo, povero e senza arte ne parte.<br />
A pensarci bene… c’era una cosa che Ilba sapeva fare come nessun altro… Raccontare delle fiabe.<br />
Un giorno mentre bighellonava per la città incontrò uno strano signore seduto su un bellissimo baule lo guardo e gli disse:<br />
“Signore che bellissimo baule avete”<br />
”Grazie caro giovane, siete la prima persona che mi rivolge la parola da quando sono arrivato in città. E’ tanto tempo che sono in viaggio da solo. Se mi farete compagnia vi offrirò un po’ di cibo”.<br />
Il giovane che non mangiava da giorni, accettò l’invito ed iniziò a raccontare delle storie fantastiche per fargli passare qualche ora in allegria.<a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-809 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo-253x400.jpg?resize=253%2C400&#038;ssl=1" alt="" width="253" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=253%2C400&amp;ssl=1 253w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=300%2C474&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=114%2C180&amp;ssl=1 114w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?resize=190%2C300&amp;ssl=1 190w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/gufo-triplo.jpg?w=380&amp;ssl=1 380w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a><br />
”Mio caro Ilba le tue storie mi hanno proprio divertito, un giorno te ne sarò riconoscente.<br />
Ilba si dimenticò presto di quell’episodio, aveva ben altri problemi per la testa, anzi nello stomaco.<br />
Un giorno sentì bussare con forza alla porta della sua umilissima dimora.<br />
“Chi mai può essere, ormai mi hanno abbandonato tutti?” domandò incuriosito il giovane …<br />
“Strano mi era parso che qualcuno avesse bussato, ma qui non c’è nessuno” ma volgendo lo sguardo verso il basso disse sorpreso…<br />
“Oh, il bellissimo baule dello straniero… che ci fa qui e lui dov’è?<br />
Che strano, come ha fatto a portare fino a quassù questo baule così pesante senza fare il minimo rumore? Beh, già che è qui apriamolo chissà che cosa ci sarà al suo interno”.<br />
Immaginatevi lo stupore e anche la tristezza nel vedere che il baule era vuoto.<br />
“Sono proprio sfortunato, tutti mi hanno abbandonato, non ho più nulla e l’unico regalo che mi fanno è un baule vuoto… almeno potevano metterci dentro un po’ di cibo… ho una fame che non ci vedo”.<br />
Sconsolato si guardò attorno e visto che non possedeva più neanche un letto dove sdraiarsi si sedette dentro il baule. Si era da poco appisolato quando sentì improvvisamente un tremore, piccole scosse facevano tremare il baule e uno strano soffio si sentiva sibilare. Il giovane stava per alzarsi in piedi quando capì quello che stava succedendo e fece appena in tempo a ritrarsi.<br />
“Aiuto, aiuto, il baule sta volando.”</p>
<p>Si trattava di un baule magico. Ilba tornò felice pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare con un così straordinario oggetto. Nel frattempo il baule continuava il suo viaggio e Ilba, un po’ preoccupato, chiese al baule:<br />
“Amico, dove mi stai portando?”<br />
Sporgendosi dal baule vide sotto di sé una bizzarra città con le casette bianche come il gesso, cupole luccicanti e strani pennacchi in cima ai tetti … erano giunti in Turchia.<br />
Appena toccò terra nascose il baule in un boschetto ed affascinato si recò a visitare la città. Era veramente bellissima. Ad un tratto vide un palazzo, il più bel palazzo che avesse mai visto. Ad una donna di passaggio domandò:<br />
“Scusate buona donna, ma chi abita in quel palazzo? E in quella torre così alta?”<br />
“In quel palazzo vive il Sultano e nella torre è rinchiusa la nostra bellissima principessa, la costringono a vivere sola, per colpa di una maga che le ha predetto il futuro.”<br />
“Di che profezia si tratta?”<br />
“Da piccina le fu predetto che un fidanzato scellerato l’avrebbe abbandonata nel giorno delle nozze e, per evitare la disgrazia, i genitori la tengono rinchiusa nella torre.”<br />
“La dovrò salvare” pensò Ilba fra sé e sé, “per me, che possiedo un baule magico, sarà uno scherzo arrivare fino a quella finestrella lassù e raggiungere la principessa.”<br />
Raggiunse il suo baule e in men che non si dica arrivò in cima alla torre. Cautamente si avvicinò alla finestra…<br />
“Quale prodigio!” esclamò la principessa sbalordita, “solo un essere magico potrebbe compiere un simile miracolo, giungere sino a me volando.”<br />
Ilba che tendeva sempre ad esagerare, rispose: “Non sono mica un giovane qualunque, io sono il dio dei Turchi”.</p>
<p>Con i suoi racconti non gli fu difficile conquistare anche i genitori della giovane.<br />
Finalmente il sogno di Ilba, diventare onesto e rispettato, si stava per avverare.<br />
Mentre a palazzo si facevano i preparativi per le nozze, Ilba, come al solito, decise di strafare: voleva colpire tutti nuovamente. A sera riempì il baule con fuochi d’artificio, girandole e razzi luminosi per spararli sopra la città… Che spettacolo mai visto! I turchi tutti con il naso per aria, ammiravano le luci colorate che si accendevano e si spegnevano nel buio della notte. Tutti pensarono che il dio dei Turchi fosse capace di portentose magie.<br />
Ancora una volta Ilba commise una sciocchezza, un grosso razzo esplose all’interno del baule facendolo saltare in aria.<br />
Ora non aveva più nulla, e non poteva più presentarsi al palazzo.<br />
Pensate, non aveva più neppure le scarpe ai piedi.<br />
Pieno di vergogna fuggì, la profezia della maga si era avverata, la principessa era stata abbandonata prima delle nozze.<br />
“Che tristezza, il mio promesso è scomparso, sono di nuovo sola .. cari genitori aiutatemi”.<br />
Questa volta Ilba fu veramente fortunato. I sovrani si erano talmente affezionati al giovane che ordinarono alle guardie di trovarlo e condurlo a palazzo, così fecero.. ed Ilba fu costretto a raccontare la sua storia.<br />
“Ilba… non è facile ammettere i propri errori. Tu sei un buon giovane pieno di iniziative, hai la stoffa del sovrano, il popolo ti adora… potrai sposare nostra figlia”.<br />
Così da quel giorno vissero tutti insieme a palazzo allietati dalle fantastiche storie di Ilba.</p>
</div>
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		<title>FIORE DE NOCCHIE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 16:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche e Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[CD]]></category>
		<category><![CDATA[hermes edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[labottegadiemy viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi ricordi artigianali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Laura Ammannato Il materiale raccolto ed utilizzato per la realizzazione di questo volume è il frutto di un lavoro di ricerca “sul campo” che ho condotto in un ambito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Laura Ammannato</em></p>
<figure id="attachment_3018" aria-describedby="caption-attachment-3018" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/ "><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-3018 size-thumbnail" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie-280x280.jpg?resize=280%2C280&#038;ssl=1" alt="Cd mp3 Fiore de Nocchie" width="280" height="280" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=280%2C280&amp;ssl=1 280w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=400%2C400&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=800%2C800&amp;ssl=1 800w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=600%2C600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?resize=100%2C100&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/lab-fiore-de-nocchie.jpg?w=1417&amp;ssl=1 1417w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3018" class="wp-caption-text">Cd mp3 Fiore de Nocchie</figcaption></figure>
<p>Il materiale raccolto ed utilizzato per la realizzazione di <a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/">questo volume</a> è il frutto di un lavoro<br />
di ricerca “sul campo” che ho condotto in un ambito territoriale abbastanza circoscritto,<br />
comprendente cinque comuni situati nell’area meridionale della Tuscia viterbese.</p>
<p>Essendo naturalmente nuova a questo tipo di esperienza, ho trovato un importante<br />
punto di riferimento nell’unico lavoro etnomusicologico svolto nella provincia: la raccolta realizzata<br />
dal Centro di Catalogazione dei Beni Culturali (CCBC) dell’Amministrazione provinciale<br />
di Viterbo [1]. L’indagine, svolta negli anni 1980-81 nei comuni di Soriano nel Cimino<br />
e Vasanello, aveva dato luogo a tre volumi, tutt’ora inediti, intitolati “A voce sola”.</p>
<p>Se quest’ultima può considerarsi un’indagine “a tappeto”, lo stesso non può dirsi per<br />
la mia. Tuttavia la quantità di canti che ho documentato risponde positivamente a quello che<br />
era il mio dubbio iniziale circa l’esistenza o, meglio, la persistenza, nella mia terra d’origine,<br />
di repertori di tradizione orale.</p>
<p>Gli obiettivi principali della ricerca sono: constatare quanto il repertorio orale sia ancora<br />
presente nella memoria delle persone appartenenti alla società popolare contadina dell’area<br />
cimina; verificare la progressiva scomparsa (accertata già nel precedente studio, per<br />
questo intitolato <em>A voce sola</em>) di stili esecutivi polivocali nello stesso repertorio.</p>
<figure id="attachment_3017" aria-describedby="caption-attachment-3017" style="width: 304px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/%20"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-3017 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-304x400.jpg?resize=304%2C400&#038;ssl=1" alt="Fiore de Nocchie, di Laura Ammannato; Hermes Edizioni" width="304" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=304%2C400&amp;ssl=1 304w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=608%2C800&amp;ssl=1 608w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=768%2C1010&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=1168%2C1536&amp;ssl=1 1168w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=1557%2C2048&amp;ssl=1 1557w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=300%2C394&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?resize=600%2C789&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.labottegadiemy.com/cuore/file/uploads/copertina_fiore_de_nocchie-scaled.jpg?w=1947&amp;ssl=1 1947w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3017" class="wp-caption-text">Fiore de Nocchie, di Laura Ammannato; Hermes Edizioni</figcaption></figure>
<p>L’originario carattere polivocale si può intuire facilmente dall’analisi delle linee melodiche<br />
dei canti monodici raccolti, che spesso fanno pensare alla prima o alla seconda voce<br />
di un canto “a due”. La perdita di certi stili esecutivi è dovuta a processi di disgregazione e<br />
di trasformazione che, in atto nella comunicazione folclorica, incidono più fortemente nella<br />
complessa espressione polivocale [2]. Questa, infatti, necessita sempre di determinate occasioni<br />
di incontro, lavorative o festive, senza le quali si compromette la continuità di certe<br />
prassi.</p>
<p>La metodologia utilizzata mi ha condotto a registrare i canti nelle stesse abitazioni<br />
delle “esecutrici” (tutte donne residenti nei luoghi oggetto di ricerca, di età compresa tra i<br />
60 e i 90 anni; con la sola eccezione della signora Adelmira Creta, quarantottenne, con<br />
una scolarità che non supera mai la quinta elementare) e in presenza di almeno tre o quattro<br />
persone.</p>
<p><a href="https://www.labottegadiemy.com/shop/fiiore-de-nocchie/">I documenti sonori</a> raccolti sono ovviamente decontestualizzati e pertanto privi di<br />
quello spirito e di quella vocalità che sono peculiari dell’esecuzione musicale contadina. I<br />
grandi spazi aperti in cui solitamente i canti di lavoro venivano eseguiti richiedevano, infatti,<br />
che gli stessi fossero gridati, ascoltati a distanza e ripresi a mo’ di botta e risposta [3].<br />
<span id="more-1"></span></p>
<h5><em>1. CCBC (Centro di Catalogazione dei Beni Culturali) “A voce sola”. Canti di tradizione orale di Vasanello e Soriano nel Cimino, a cura di Piero G. Arcangeli, Mario Imbastoni, Luisa Mattioli – Amministrazione Provinciale di VT, inedito.</em><br />
<em>2. Ignazio Macchiarella. “La polivocalità di tradizione orale in Italia” in “Canti e musiche popolari. Le tradizioni popolari in Italia”. Electa, Milano 1990, p. 9.</em><br />
<em>3. Laura Ammannato “Canti femminili della tradizione orale nell’Area Cimina”. Un’indagine etnomusicologica nella Tuscia meridionale: comuni di Vignanello, Vallerano, Vasanello, Canepina e Carbognano, in provincia di Viterbo. Tesi di laurea in D.A.M.S. musica, relatore Prof. Roberto Leydi, Università degli studi di Bologna, A.A. 1997-98.</em></h5>
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		<title>Il gufo e la leggenda</title>
		<link>https://www.labottegadiemy.com/leggenda-gufi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gli artisti di Emì]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 16:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filastrocche e Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gufo: da sempre il figlio della notte per eccellenza in quasi tutte le culture antiche stato considerato una creatura magica.<br />
Da sempre simbolo di chiaroveggenza, profezia e saggezza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql oi732d6d ik7dh3pa ht8s03o8 a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id" dir="auto">Da sempre il figlio della notte per eccellenza in quasi tutte le culture antiche stato considerato una creatura magica.<br />
Da sempre simbolo di chiaroveggenza, profezia e saggezza.</p>
<p>Nell&#8217;antica Cina vennero indetti i giorni del gufo che secondo tradizione erano i giorni migliori per forgiare specchi magici e spade invicinbili.</p>
<p>Gli aborigeni dell&#8217;australia meridionale invece proteggeva e veneravano i gufi in quanto rappresentavo lo spirito femminile.</p>
<p>Secondo i Maya il gufo era il protettore degli uomini e il messaggero dei defunti.</p>
<p>I tartari forse erano invece i più grandi fedeli delle leggende sui gufi tanto da ritenerli animali sacri e difatti era riportato su tutti i vessilli dei re.<br />
Una leggenda tartara racconta che Gengis Khan durante una spedizione rischiò di venire sconfitto in un imboscata ma che un gufo lo avvisò per tempo facendo so che lui riuscisse a nascondersi in un bosco e a sopravvivere.</p>
<p></span></p>

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<p><span class="d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql oi732d6d ik7dh3pa ht8s03o8 a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v b1v8xokw oo9gr5id" dir="auto"><strong>Nel XVII Secolo una filastrocca recitava:</strong></p>
<p><em>&#8220;Gufo, gufo della notte scura,</em></p>
<p><em>che porti via fame e paura.</em></p>
<p><em>Veglia di notte su tutte le genti,</em></p>
<p><em>vecchi, bimbi ed anche su gli armenti.</em></p>
<p><em>Con il tuo canto che può far paura,</em></p>
<p><em>tieni lontano la iettatura.</em></p>
<p><em>Fate, gnomi e fastidiosi folletti,</em></p>
<p><em>non potranno più farci dispetti.</em></p>
<p><em>Se la buona sorte volete avere</em></p>
<p><em>sempre con voi lo dovete tenere.&#8221;</em></p>
<p>Ecco perchè la presenza di uno o più gufi in casa, recherà ottimi auspici di buona salute e buona fortuna.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.labottegadiemy.com/leggenda-gufi/">Il gufo e la leggenda</a> proviene da <a href="https://www.labottegadiemy.com">La Bottega di Emì</a>.</p>
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